Benvenutǝ a questa nuova puntata di ASTRID. Come annunciato nella ultima newsletter, inauguro oggi una nuova rubrica di interviste a persone sopra i 50 anni. E già che ci siamo aggiungiamo anche un’altra novità. Questa puntata è fruibile in due versioni: quella audio1, in una versione quasi integrale di circa 34 minuti, e quella da leggere, un pochino accorciata.

Cara Maria, prima di tutto ti ringrazio tantissimo per aver accettato di essere la prima ospite di questa serie di interviste per la mia newsletter ASTRID- invecchiare sovversivamente. Noi ci conosciamo solo virtualmente grazie alla frequentazione di corsi online di lettura e scrittura, per cui questa chiacchierata è anche per me un’occasione per conoscerti meglio.
Inizio a bruciapelo: quanti anni hai? Ho 66 anni.
Come sei cambiata tu rispetto ai tuoi 40-50 anni? Il cambiamento più importante è stato forse pensare meno a quello che la gente può pensare di me, delle mie azioni, dei miei pensieri. Essere più serena nell'accettarmi come sono e nel manifestarmi, invece che tacere rispetto a determinate situazioni. Un altro grande cambiamento è stato nei sentimenti: non aspettarsi più che i sentimenti arrivino come li abbiamo sognati, come ce li hanno fatti sognare, perché invece sono una conquista quotidiana.
Quello che non ho ancora imparato è a pensare prima a me stessa. La mia vita è stata prendersi cura degli altri, volente o nolente. Purtroppo ho avuto una mamma che si è ammalata molto giovane, io ero bambina, e quindi mi sono dovuta adeguare a uno stile di vita famigliare in cui era necessario anche il mio supporto, sia concreto che emotivo, perché alla fine, quando hai un genitore che non sta bene, ti trasformi tu in genitore. Questo mi ha impedito di fare tante cose. Poi quando avevo 18 anni mio padre è morto e quindi questa serie di situazioni mi hanno messo nella condizione di iper-responsabilizzarmi nei confronti della famiglia prima del tempo.
Secondo te questo assistere persone di età più alta di te, e vederle poi anche andare incontro alla morte, ha influenzato il tuo rapporto con l'età? Sicuramente!Io penso alla vecchiaia pensando alla malattia. In realtà ho intorno anche persone molto anziane e in buona salute: ho una zia acquisita che ha 100 anni, mia suocera è morta a 99 anni e mezzo. Questa zia centenaria è in perfetta salute mentale, è una persona con cui puoi parlare, ridere, scherzare. È meraviglioso. Però io vengo da una famiglia che non ha questa caratteristica genetica e quindi penso alla molto alla salute. Di recente i miei fratelli più anziani si sono dovuti confrontare con problemi di salute importanti. Quindi è chiaro che, come dire, ti vedi in futuro con la possibilità di non avere l'autonomia mentale, l'autonomia fisica... Diciamo che per me la difficoltà non è tanto l'invecchiamento, perché insomma prima o poi dovremo andare, ma è proprio la paura della malattia.
Che cosa ti piace di avere 66 anni e che cosa invece no? Mi piace la nuova consapevolezza che ho su certe tematiche e altre certe situazioni della vita, perché questo mi dà la certezza che, nel tempo che mi rimane, continuerò ad imparare qualcosa. Quando ero più giovane non pensavo che a una certa età ci sarebbe stato ancora spazio per l'apprendimento, per entusiasmarsi per qualcosa, per aprirmi a nuove conoscenze. Ho abbandonato un po' il mio pensiero, come dire, granitico su delle cose, mi sono messa in ascolto. È una cosa molto bella, che invito tutti a fare: cercare di ascoltare le persone più giovani, le persone più anziane, arricchire il proprio mondo interiore con l’ascolto.
E che cosa invece non ti piace dell'avere 66 anni? Non mi piace che il tempo si riduce. Poi non mi piace il fatto che chiaramente invecchiano anche le persone intorno a te, che sono magari più grandi, la famiglia, i fratelli… E non mi piace l'invecchiamento fisico, perché con quello ci faccio i conti tutti i giorni. Mi vedo, mi guardo, mi confronto ancora con quello che vedo in giro e non è sempre simpatico. Però io cerco di coltivare il mio mondo interiore, come dire: coltivo un giardino che dentro è sempre fiorito e fuori un pochettino meno.
Come hai affrontato i cambiamenti fisici? I cambiamenti fisici mi hanno resa più insicura, ma non è un’insicurezza che poi non mi fa fare quello che devo fare. Da ragazza, piuttosto non mi scoprivo per non mostrare i difetti che pensavo di avere, non mi facevo vedere. Adesso sono consapevole di avere dei difetti e mi dispiace: cioè provo dispiacere perché soffro ancora per quello che esteriormente offro agli sguardi altrui. Credo che questo sia un "regalo" che ci portiamo dietro da sempre: apparire bella, apparire giovane, apparire in perfetta forma fisica... Invece dopo una certa età ci sono degli aspetti del tuo fisico che cambiano: cambia il viso, appaiono le rughe, si aumenta di peso a causa dei cambiamenti ormonali. C'è chi ne risente e chi no. Io ci faccio conti: non è un problema che non mi fa vivere, cerco di ragionarci anche con una certa filosofia perché altrimenti tutto diventa più difficile.
Come hai vissuto la menopausa? Devo dire che sono stata molto fortunata perché non ho avuto particolari momenti di depressione, come so che capita ad alcune donne. E anche proprio dal punto di vista fisico non ci sono state delle manifestazioni che mi abbiano creato del disagio quotidiano. Per me è stato un passaggio molto naturale e abbastanza netto, all'età di 50 anni. L'ho vissuto con serenità. Non l'ho nemmeno vissuta come il passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia: mi sentivo bene, quindi probabilmente è stato più facile non associarlo al fatto che fosse un primo passo verso l'invecchiamento.
Eri informata riguardo alla menopausa? Ne avevi parlato con tua mamma o delle parenti di età più alta della tua, di altre generazioni? Sì, ne avevo parlato con mia madre, lei è morta quando avevo 38 anni, quindi si era parlato della sua menopausa. Ma anche con mia sorella maggiore, mia cognata, le amiche. Poi io per la maggior parte della mia vita ho lavorato con donne quindi era abbastanza facile che ci confrontassimo su questo tema.
Invecchiando come si fa con i rimpianti e con i progetti? Con i rimpianti devi farci i conti. Fanno parte della nostra vita: ci sono dei rimpianti per cose che tu non hai voluto fare ma ci sono anche tanti rimpianti per cose che non hai potuto fare, che ti sono state impedite dalla situazione, da chi hai incontrato nella vita, dal tuo percorso e dalla tua famiglia. È chiaro che quando emergono sono dei momenti malinconici, a volte fanno anche arrabbiare, ti dici: "Se questa cosa l'avessi saputa prima, l'avrei fatta in maniera diversa, mi sarei comportata in un’altra maniera..." Credo che sia quasi impossibile vivere senza un rimpianto.
I progetti si fanno, anche quelli compatibilmente con quello che poi ti può succedere nella vita. Come dice la frase famosa nella canzone di John Lennon2: “La vita è quello che ti succede mentre sei occupato a fare progetti”. Puoi fare tutti i progetti che vuoi ma se nella vita ti accadono delle cose, tu devi adeguarti. Io continuo a fare piccoli progetti: fosse solo una breve vacanza. Mi è sempre piaciuto molto viaggiare, adesso è da tanto tempo che non lo faccio proprio per questioni familiari, per cui è diventato più difficile spostarsi e prendersi del tempo. Però in passato ho fatto dei viaggi interessanti, lunghi e lontano e mi piacerebbe anche poterne programmare di nuovi. E qui sì che mi dico: "Caspita però non ci devo mettere troppo tempo perché più passano gli anni più diventa difficile affrontare un viaggio lontano, camminare...”
Una domanda ingenua: perché parlare dell'invecchiamento e della vecchiaia viene considerato deprimente? Per tutte le cose che abbiamo detto fin qua. Ma in realtà secondo me a livello individuale ne parliamo. Mentre nella società in cui viviamo, l'invecchiamento è diventato un "target commerciale". Magari non se ne vuole parlare, ma ci si rivolge alle persone che invecchiano affinché facciano qualcosa per non invecchiare. Per non parlare di vecchiaia dobbiamo evitare di invecchiare!
Coprire i capelli grigi sì o no? Io non ho questo problema perché non ne ho ancora. Mia madre è morta castana, senza un capello bianco. Posso dire che mi sta piacendo molto il fatto che sempre più donne fanno la scelta di rinunciare alla tinta, che è stata una schiavitù per tanti anni e ancora lo è per molte. Poi non lo so come reagirei io nel momento in cui mi dovessero venire i capelli grigi, sono talmente abituata a vedermeli così. Quando arriverà il momento, se arriverà, vedremo.
Io trovo molto difficile trovare dei modelli femminili di riferimento over 50. Tu nei hai? Purtroppo anche io non ne vedo. Traggo ispirazione soprattutto dalle scrittrici del passato.
Hai uno o due libri che ti sono cari perché sono legati a questa fase della tua vita? È una domanda molto difficile, sicuramente da sei anni buoni c'è stata questa mia necessità di ulteriore approfondimento di scrittura femminile. Ho riscoperto libri che avevo letto da ragazza, come Virginia Woolf e mi sono resa conto che allora avevo colto solo una parte del suo spirito e dell'importanza della sua scrittura. La stessa cosa mi è capitata con Simone de Beauvoir, che avevo letto intorno ai 20-23 anni e devo dire che se avessi avuto allora la stessa chiave di lettura che ho adesso, sarei una donna diversa.
Mi dai un consiglio che avresti voluto ti fosse dato a 45 anni? Non rinunciare ai sogni, fai progetti, lascia indietro pochi rimpianti perché quelli ci sono sempre. Ascolta quello che vuoi fare, nel momento in cui vuoi farlo e cerca di non farti condizionare dalle aspettative degli altri. Davvero: ascoltati. E fai in modo che il sogno resti vivido, che ti accompagni. Anche se cambia, portalo avanti perché comunque è un arricchimento. Le cose piccole e grandi che pensi di desiderare: cerca almeno di cominciare a realizzarle. Può succedere che non si realizzino però non rinunciare mai. Ecco, rinuncia è una parola che eliminerei dal vocabolario.
Grazie mille, cara Maria, mi sono commossa! Ti sono molto grata per aver condiviso con me le tue esperienze!
Grazie anche a te per avermi letta o ascoltata. Fammi sapere che cosa ne pensi di questa rubrica e se hai persone da propormi per un'intervista o magari vuoi proporti proprio tu?
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Ci rileggiamo a maggio!
Grazie mille a Z per la musica dell’intro e outro!
Beautiful boy (Darling boy) di John Lennon





