ASTRID - invecchiare sovversivamente
ASTRID - Voci sopra i 50
Adriana
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Adriana

"Non devi mai tradire quella bambina!"

Benvenutǝ a questa nuova puntata di ASTRID - invecchiare sovversivamente con la sua rubrica-podcast “Voci sopra i 50”: questa volta ti faccio conoscere la mia amica Adriana. Come sempre le interviste sono fruibili in due versioni: quella audio, in una versione quasi integrale di circa 23 minuti, e quella da leggere, un pochino accorciata.

Adriana Ortolani è nata a Tivoli. Dopo la maturità ha trascorso un periodo a Londra prima di essere ammessa all’Accademia di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Da allora lavora come attrice per teatro, cinema e televisione. Vive tra Roma e Berlino.

Cara Adriana, ti ringrazio molto per aver accettato di partecipare al podcast di ASTRID, “Voci sopra i 50”.

Inizio con la domanda più scontata: Quanti anni hai? Oddio... Scusami, questa esitazione è dovuta al fatto che ho 54 anni ma il 26 ottobre ne compio 55, quindi ero un po’ indecisa se dire la „vecchia“ età, ma ormai posso dire 55, dai.

Nella tua vita c’è stato un momento in cui tu hai pensato: “Adesso non sono più giovane” e se sì, cosa hai provato? Sì, c’è stato un momento preciso, forse intorno ai 45 anni e l’ho pensato proprio guardandomi allo specchio, perché ho cominciato a vedere i segni del tempo. E che cosa ho provato? In realtà non è stato uno shock, anche perché penso, e me lo dicono anche, di portare molto bene gli anni che ho e quindi, soprattutto adesso, in questa fase della mia vita, ho un buon rapporto con me stessa, meglio di quando ero giovane.

Tu sei un’attrice, com’è praticare la professione dopo i 50? Ci sono tante donne nel tuo settore che lamentano la mancanza di ruoli che non leghino la loro immagine solo alla figura della madre. Come la vivi tu? È vero. Io per quanto riguarda il lavoro non la vivo benissimo, perché il mio problema, per esempio, è sempre stato quello di dimostrare meno degli anni che ho e purtroppo anche se ai casting ti vedono, non so perché, leggono l’età anagrafica e ti collocano sempre in quella fascia di età, dove tu devi fare la “madre matura”. Quindi spesso accade che quando vado a fare i provini per queste “madri mature” poi in realtà non vengo scelta, perché dimostro di meno degli anni che ho. Poi c’è anche un altro aspetto che è quello del colore dei capelli. Io copro quelli bianchi sempre per un discorso lavorativo, però a me capelli grigi piacciono molto. Ti dico la verità, secondo me non stanno bene a tutti, dipende un po’ da quanti ne hai, da come sei tu come personalità, come ti vesti... Però anche se i capelli grigi mi piacciono ma non me li posso far crescere, perché lì poi diventerebbe ancora più difficile a collocarmi. Perché il capello grigio comunque fa più per signora anziana. Anche questa è una cosa che io lego molto al fatto di essere un attrice. Spesso quando scherzo con le mie amiche dico: “Se mi vedete con i capelli grigi è perché ho cambiato il lavoro!”

Dicevi che ti invitano ai casting per ruoli di “madre matura”: ma ci sono anche degli altri ruoli per donne sopra i 50? Difficilmente. Perché ci sono tanti cliché sull’età legata ad un personaggio: prima attrice giovane, mamma, carattere oppure la nonna. In Italia si fa tantissimo questa differenza. Mentre vedo che all’estero è molto meno sentita. Per esempio quando vivevo a Berlino ed ero alla ricerca di un’agenziaho scoperto che lì non ti chiedono l’età che hai, loro ti chiedono qual è la tua età scenica: questa cosa cambia tutto! Cambia veramente tutto. L’età anagrafica è un conto, ma se poi tu di fatto dimostri meno anni, il ruolo di una di 55-60 anni non lo puoi fare. Cioè se ti chiamano a fare la parte di una mamma di un’attrice che ha 30 anni, che dimostra 30 anni, e tu in effetti hai l’aspetto di una di 40-42, la cosa diventa difficile da gestire, strana. Quindi il provino non lo vinceresti mai.

Ma quindi vuol dire che dopo una certa età un sacco di donne non possono più lavorare? Non è che non possono più lavorare, però sicuramente diminuiscono i ruoli e il lavoro diminuisce di conseguenza.

Torniamo a te: che cosa ti piace della tua età e che cosa non ti piace? Mi piace innanzitutto la maggiore sicurezza che tu acquisisci grazie all’esperienza, quindi un miglior rapporto con sé stessi che è importantissimo. Perché con l’età io ho imparato che prima devi stare bene con te stessa e se tu stai bene con te stessa stai bene anche con gli altri. E questo quando sei giovane non è molto facile capirlo, perché hai paura del giudizio degli altri. Ah, finalmente invece, col passare degli anni, tu sei quello che sei, ti vuoi bene per quello che sei e ti accetti per quello che sei! Poi alla mia età ti rendi anche conto che hai meno anni da vivere rispetto a quelli che hai già vissuto. Quindi la qualità della vita secondo me cambia, perché dai un’importanza maggiore ai giorni che passano, agli anni che devono venire.

Invece che cosa non mi piace degli anni che passano è che vorresti fare sempre tante cose, hai paura di non farcela. Ma è anche una cosa bella perché sprechi meno tempo. Forse la cosa che mi piace di meno è il fatto che cambia il rapporto con il corpo. Non voglio parlare proprio di acciacchi, perché mi sento ancora abbastanza in forma, però se per esempio sto per molto tempo in una posizione e poi mi alzo, effettivamente sento che l’ingranaggio non è più quello che avevo a vent’anni!

In che modo l’avanzare dell’età ha cambiato la percezione di te stessa? Diciamo che il cambio netto che si ha a questa età, è sicuramente la menopausa. Personalmente ho avuto molti più problemi nella premenopausa che nella menopausa. Io ho una figlia femmina e spero di poterla preparare bene a questo cambiamento, perché a me mia madre non ha detto niente su questi temi che invece secondo me sono importanti. Per quanto riguarda la premenopausa, per esempio, un disagio grandissimo per me è stato il flusso mestruale. Io ho sempre avuto un un ciclo molto regolare, che non mi ha mai creato problemi. Nella premenopausa ho cominciato ad avere un flusso abbondantissimo, ma veramente difficile da gestire. Tanto è vero che, quando ho cominciato a capire che ormai ero entrata in quella fase, spesso mi portavo dietro un cambio di pantaloni. Era proprio diventato ingestibile. Poi i cambiamenti d’umore. Ho avuto un paio di anni di tensione, addirittura mi vedeva da piangere così, senza motivo. In realtà era un problema ormonale. E poi la notte ho avuto problemi sia con il sonno che con le vampate. A volte mi svegliavo con la camicia da notte bagnata. Anche questo è un disagio enorme. Quando sono entrata finalmente in menopausa i problemi di umore sono spariti completamente, le vampate ce le ho ancora, però molto più gestibili. In realtà ho capito che è un argomento molto personale, perché ci sono altre donne che invece hanno una premenopausa normale, però quando vanno in menopausa è una catastrofe.

Adesso sto vivendo abbastanza bene la menopausa. Devo dire che essermi liberata del ciclo per me è fantastico. Ah, che bello non avere più ogni mese le mestruazioni! La mia fortuna è stata che il passaggio è stato netto. A un certo punto, da un mese a un altro, non ho più avuto il ciclo. A novembre dei miei 52 anni ho avuto il mio ultimo ciclo mestruale. Da dicembre non ho più avuto le mestruazioni. E questo secondo me è una fortuna, perché spesso invece capita che ti vengono ogni tre mesi, quindi sei un po’ impreparata, devi portarti sempre dietro la borsettina con gli assorbenti, perché non sai se ti verranno le mestruazioni. Mentre per me è avvenuto così, di botto.

Come hai gestito le le vampate di calore o gli umori ballerini? Hai preso qualcosa... Non ho voluto prendere niente, perché sinceramente avevo paura di affrontare un discorso ormonale. Quando mi ammalo, difficilmente prendo le medicine. Cerco sempre di aspettare che la malattia, l’influenza sfoghi. Poi ovviamente se non ce la faccio, mi faccio aiutare. Inizio sempre con l’omeopatia e poi passo all’allopatia. Anche nel caso della menopausa, anche se alcuni che mi avevano consigliato in effetti di prendere gli ormoni, mi sono detta: “Tanto sarà per un periodo non lungo della mia vita.” e ho cercato di gestirlo io. Non è stato molto facile, però ho aspettato che passasse la tempesta.

Con la menopausa anche il fisico inizia a cambiare, come è cambiato il tuo rapporto con il corpo e magari anche con la sessualità? La menopausa ha cambiato parecchio il mio corpo. Intanto mi si è ingrossato il seno, anche questo non te lo dice nessuno. Poi il metabolismo cambia. Ti rendi conto che mangiando sempre allo stesso modo il peso un po’ aumenta. Per quanto riguarda invece il rapporto con il sesso, devo dire che il desiderio sessuale cala un pochino. Per me non è un problema però bisogna confrontarsi con il partner. Per fortuna il mio partner capisce la situazione.

In questa fase della tua vita come ti prendi cura di te stessa, fisicamente e psicologicamente? Fisicamente cerco di stare attenta all’alimentazione e faccio delle lunghissime camminate veloci. Prima facevo footing ma mi rendo conto che con l’età la corsa incide sulla schiena. Mentre psicologicamente faccio un po’ di meditazione, un po’ di yoga. Cerco di lasciare andare le cose, di dare meno importanza a quello che succede intorno. Come si dice: “Se il problema lo puoi risolvere, perché ti preoccupi? Se il problema non lo puoi risolvere, perché ti preoccupi?”

Dicono che dopo i 40-50 anni le donne diventano invisibili alla società. È una cosa che hai riscontrato anche tu se sì in che modo? Qualcosa cambia ma c’è sempre il rovescio della medaglia. Come in tutte le cose. Perché quando sei giovane tendono a vederti come quella giovane, che ha poca esperienza. Quindi ti devi ancora formare, devi fare gavetta, insomma: ti stanno poco a sentire. Mentre se tu cominci a essere grande, quello che hai fatto hai fatto, quello che hai seminato hai seminato. È come se tu non avessi più altre possibilità. Mentre secondo me non è così, perché finché c’è vita c’è speranza. D’altra parte però c’è anche il discorso che l’Italia è veramente un paese per vecchi. I giovani hanno poco spazio in tante situazioni.

Il tempo che passa, l’invecchiamento, sono argomenti di cui parli con le tue amiche o con i tuoi familiari? Se ne parlo con le mie amiche è sempre in modo molto ironico: “Dai, noi saremo giovani sempre!” Ormai con le mie amiche abbiamo tutte raggiunto i 50 anni e abbiamo fatto una cosa molto bella: ai 50 anni di ognuna abbiamo organizzato un viaggio, un weekend fuori, solo donne. Ormai credo ne sia rimasta una che deve compiere i 50 anni, Adele, e andremo a Ibiza a luglio. Quindi ho detto: ”Ragazze, visto che qui l’età avanza, io propongo una cosa: i prossimi viaggi li facciamo quando compiamo 60 anni, poi però a 65, non aspettiamo i 70.”

Hai delle persone che ti fanno da modello o da ideale nell’invecchiare? Ho una persona anziana, amica mia, che prendo come modello perché ha un energia e un modo di vivere la vita che sembra abbia 30 anni. È un modello, perché lei fa tutto: viaggia da sola, se vuole vedere un posto ci va. È molto bello, perché io penso che finché uno sta bene di salute, può fare tutto. Anche affrontare dei cambiamenti. Spesso mettiamo i cambiamenti importanti della vita in relazione con l’età. Io invece penso che si possa cambiare sempre: non è mai tardi per fare le cose.

Prima abbiamo parlato del tempo che passa e che adesso abbiamo meno tempo di quello che è già passato: come si fa secondo te con i rimpianti e con i progetti? Io non voglio pensare da rimpianti. Quello che è passato, è passato. Come disse una volta Franca Valeri: “L’unico passato che mi interessa, è il passato di verdura” Invece i progetti sono importantissimi. Sono quelli che ti mantengono in vita e che ti danno il motore e la forza. Poi, appunto, è importante vivere qui e ora: “Io adesso sto bene, non voglio pensare a quello che accadrà domani e non voglio pensare a quello che è successo.” Poi i problemi si affrontano quando arrivano. Mentre a 20, 30 anni, è un’età diversa, in cui tu pensi a quello che vuoi realizzare, a quello che vorresti essere. Il “qui e ora” è una cosa che ti appartiene poco, .

Avresti un consiglio da dare a qualcuno un po’ più giovane di te? La bambina che in te è molto importante. Tempo fa ho messo sul mio comodino una foto di me quando ero piccola e ogni tanto la guardo e mi dico: “Adriana, non devi mai tradire quella bambina!” È una cosa importantissima, perché gli anni passano, però dentro tu sei sempre quella bambina. È una cosa che sento molto: mi guardo allo specchio e vedo che i segni dell’età cominciano a farsi vedere, però io mi sento veramente come la persona che ero a 20 anni. Me ne rendo conto anche quando scherzo con le mie amiche: non è che sia cambiato tantissimo, è soltanto l’età che avanza.

Grazie mille, Adriana, siamo arrivate alla fine della nostra intervista. Grazie veramente per il tuo contributo. Ogni volta mi commuovo per i consigli che mi date!

Trovi Adriana e i suoi lavori ai link qui sotto:

https://adrianaortolani.wordpress.com/

https://www.intermedia86.it/nome/ortolani-adriana/

Le puntate precedenti di “Voci sopra i 50” le puoi recuperare qui.

Grazie per avermi letta o ascoltata. Fammi sapere che cosa ne pensi di questa rubrica e ti ricordo che sono alla ricerca di altre “Voci sopra i 50”: hai persone da propormi o magari vuoi autocandidarti? Scrivimi!

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